dcsimg

Raffinazione

Attraverso la Divisione Refining & Marketing, Eni è il primo operatore nel settore della raffinazione con cinque raffinerie di proprietà (Sannazzaro, Livorno, Venezia, Taranto e Gela) e della distribuzione di prodotti petroliferi in Italia. È presente in alcuni poli di raffinazione in Europa attraverso quote di partecipazione e nei mercati rete ed extrarete dei Paesi dell’Europa centro-orientale.

Il sistema di raffinazione Eni ha una capacità bilanciata di circa 38,3 milioni di tonnellate (767 mila barili/giorno) e un indice di conversione del 61%.

Nel 2011 le lavorazioni in conto proprio sono state di 31,96 milioni di tonnellate, di cui 27 milioni di tonnellate in Italia e 4,96 all’estero. Le lavorazioni complessive sulle raffinerie di proprietà sono state di 22,75 milioni di tonnellate, in flessione dell’11,5% rispetto al 2010, determinando un tasso di utilizzo del 79%, in diminuzione rispetto al 2010 coerentemente con l’andamento negativo dello scenario di mercato. Il 22,3% del petrolio lavorato è di produzione Eni, in aumento di 6,5 punti percentuali rispetto al 2010 (15,8%).

Italia

Il sistema di raffinazione Eni in Italia è costituito da cinque raffinerie di proprietà e dalla quota di partecipazione del 50% nella raffineria di Milazzo. Ciascuna delle raffinerie Eni ha una propria connotazione operativa e strategica finalizzata a massimizzare il valore associato alla struttura impiantistica, al posizionamento geografico rispetto ai mercati di sbocco e all’integrazione con le attività Eni.

Sannazzaro: con una capacità di raffinazione primaria bilanciata di 190 mila barili/giorno e un indice di conversione del 59% è una delle raffinerie più efficienti d’Europa. Situata nella Pianura Padana, rifornisce principalmente i mercati dell’Italia Nord Occidentale e della Svizzera e la sua elevata flessibilità consente di lavorare un’ampia varietà di greggi. Dal punto di vista logistico, la raffineria si colloca lungo il tracciato dell’Oleodotto dell’Europa Centrale che collega il terminale di Genova con la Svizzera francese. La raffineria dispone di due impianti di distillazione primaria e di relative facility, in particolare tre unità di desolforazione. La conversione si attua attraverso l’unità di cracking catalitico a letto fluido (FCC), due unità di conversione distillati medi hydrocracking (HDCK), e l’unità di conversione termica visbreaking alla quale è associata un’unità di gassificazione del tar (residuo pesante da visbreaker) per la produzione di gas di sintesi destinato all’alimentazione della vicina centrale termoelettrica EniPower di Ferrera Erbognone. Nel prossimo quadriennio la raffineria sarà potenziata con la realizzazione di un impianto di conversione basato sulla tecnologia proprietaria EST della capacità di 23 mila barili/giorno con avvio atteso nel 2012 per la produzione, a partire da greggi pesanti e ad alto contenuto di zolfo, di distillati medi pregiati (in particolare gasolio) con azzeramento della resa in olio combustibile.

Inoltre, presso la raffineria è in corso il progetto Short Contact Time-Catalytic Partial Oxidation finalizzato alla produzione di idrogeno.

Taranto: con una capacità di raffinazione primaria bilanciata di 120 mila barili/giorno e un indice di conversione del 72% è in grado di lavorare un’ampia varietà di greggi e di semilavorati. Produce prevalentemente prodotti per autotrazione e per riscaldamento destinati al rifornimento dei mercati dell’Italia Meridionale. Dispone, oltre che di un impianto di distillazione primaria e delle relative facility, tra cui due unità di desolforazione, di un’unità di conversione termica a due stadi (visbreaking/ thermal cracking) e un’unità di conversione spinta (RHU) che consente di trasformare, in presenza di idrogeno, residui ad alto contenuto di zolfo in prodotti pregiati e in una carica pregiata per il cracking catalitico. Lavora la maggior parte del greggio prodotto da Eni nei giacimenti della Val d’Agri, trasportato a Taranto attraverso l’oleodotto Monte Alpi (nel 2011 ne sono state lavorate 2,5 milioni di tonnellate).

Gela: con una capacità di raffinazione primaria bilanciata di 100 mila barili/giorno e un indice di conversione del 142% costituisce un polo integrato a monte con la produzione di greggi pesanti dei giacimenti siciliani e a valle con gli adiacenti impianti petrolchimici Eni. Situata sulla costa meridionale della Sicilia, produce prevalentemente combustibili per autotrazione e cariche petrolchimiche. L’elevato livello di conversione è assicurato dall’unità di cracking catalitico integrata a monte con un go-finer, che ne migliora la qualità della carica, e da due unità di coking per la conversione di residuo pesante (atmosferico, da vuoto o da altre unità di conversione) in prodotti pregiati. La centrale termoelettrica della raffineria è dotata di moderni impianti di trattamento dei fumi (il cosiddetto “SNOx”) che consentono il rispetto dei più elevati standard ambientali grazie alla pressoché totale eliminazione dei composti di zolfo e di azoto provenienti dai processi di combustione del coke. Eni sta inoltre procedendo alla realizzazione di progetti di ammodernamento e miglioramento dell’affidabilità degli impianti di centrale di sito principalmente attraverso un upgrade delle caldaie esistenti con l’obiettivo di aumentare la redditività sfruttando le sinergie derivanti dall’integrazione raffinazione- generazione elettrica.

Livorno: con una capacità di raffinazione primaria bilanciata di 84 mila barili/ giorno e un indice di conversione dell’11% produce prevalentemente benzine, gasoli, olio combustibile per bunkeraggi e basi lubrificanti. Dispone, oltre che degli impianti di distillazione primaria, di due linee di produzione di lubrificanti. Il collegamento con le strutture portuali di Livorno e con i depositi di Firenze attraverso due oleodotti consente di ottimizzare le attività di ricezione, movimentazione e distribuzione dei prodotti.

Venezia: con una capacità di raffinazione primaria bilanciata di 80 mila barili/giorno e un indice di conversione del 20% rifornisce principalmente i mercati dell’Italia Nord Orientale e dell’Austria. Dispone, oltre che degli impianti di distillazione primaria, di un impianto di conversione termica a due stadi (visbreaking/thermal cracking) per l’aumento delle rese di prodotti pregiati.

Milazzo: partecipata in forma paritaria da Eni e Kuwait Petroleum Italia, con una capacità di raffinazione primaria bilanciata in quota Eni di 80 mila barili/giorno e un indice di conversione del 76%, è situata sulla costa settentrionale della Sicilia. Dispone, oltre che di due impianti di distillazione primaria, di un’unità di cracking catalitico a letto fluido (FCC), di un’unità di conversione distillati medi hydrocracking (HDCK) e di un’unità di trattamento dei residui (LC-Finer).

Estero

In Germania Eni possiede una partecipazione dell’8,33% nella raffineria di Schwedt e una partecipazione del 20% in Bayernoil, un polo di raffinazione integrato che comprende le raffinerie di Vohburg e Neustadt. La capacità di raffinazione in quota Eni è di circa 60 mila barili/giorno utilizzata per l’approvvigionamento delle reti di distribuzione in Baviera e nella Germania Orientale. Eni partecipa con il 32,4% nella società Ceska Rafinerska che possiede e gestisce le due raffinerie di Kralupy e Litvinov in Repubblica Ceca; la capacità di raffinazione bilanciata in quota Eni è di circa 53 mila barili/ giorno. Eni, inoltre, con una partecipazione del 33,34% in Galp, controlla congiuntamente al gruppo portoghese Amorim le due raffinerie del Portogallo: Porto, di piccole dimensioni e specializzata nella produzione di basi lubrificanti, e Sines, più grande e complessa, integrata con la petrolchimica.

Schema del ciclo di raffinazioneSchema del ciclo di raffinazione

www.eni.com

  • Eni S.p.a. – Sede legale
    Piazzale Enrico Mattei, 1 00144 Roma

  • Partita IVA
    n. 00905811006

  • Capitale sociale
    € 4.005.358.876,00 i.v.

  • C. F. e Registro Imprese di Roma
    n. 00484960588

  • Sedi secondarie
    Via Emilia, 1, e Piazza Ezio Vanoni, 1
    20097 – San Donato
    Milanese (MI)