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Eni è presente con le sue attività in tutte le fasi della filiera del GNL: liquefazione, shipping, rigassificazione e vendita attraverso una presenza diretta e tramite società collegate e joint-venture. La presenza di Eni nel business del GNL è strumentale alla valorizzazione dell’ampia base di riserve in Africa e in altre zone del mondo. La recessione economica e le variazioni strutturali nel mercato statunitense, dove l’ampia disponibilità di gas da fonti non convenzionali ha ridotto in prospettiva la dipendenza degli USA dalle importazioni di gas liquefatto, hanno avuto importanti ripercussioni sulle prospettive del business.

I principali asset Eni nel GNL sono:

Egitto
Eni, attraverso Unión Fenosa Gas, partecipa con il 40% nell’impianto di liquefazione di Damietta che produce circa 5 milioni di tonnellate/anno di GNL, equivalenti a circa 7,56 miliardi di metri cubi/anno di gas naturale. Il settore Gas & Power ha diritto a una quota di 2,2 miliardi di metri cubi di gas naturale destinato alla commercializzazione sul mercato europeo.

Spagna
Attraverso Unión Fenosa Gas, Eni partecipa con il 21,25% nell’impianto di rigassificazione di Sagunto (Valencia) della capacità di circa 8,8 miliardi di metri cubi/anno con una capacità di stoccaggio di 450.000 metri cubi che sarà portata a 600.000 metri cubi con la costruzione del quarto serbatoio. La capacità di rigassificazione riservata a Eni è pari a 1,9 miliardi di metri cubi/anno.

Sempre attraverso Unión Fenosa Gas, Eni partecipa con il 9,45% nell’impianto di rigassificazione di El Ferrol (Galizia) con una capacità di rigassificazione di circa 3,6 miliardi di metri cubi/anno. La capacità riservata in quota Eni è pari a 0,34 miliardi di metri cubi/anno. L’impianto ha una capacità di stoccaggio pari a 300.000 metri cubi in due serbatoi.

USA
Cameron Eni ha acquisito diritti relativi a capacità per rigassificazione presso il terminale di rigassificazione GNL di Cameron, entrato in esercizio nel terzo trimestre del 2009 e situato a 18 miglia dal Golfo del Messico lungo il Calcasieu Channel in Hackaerry, Louisiana. In considerazione delle mutate condizioni di mercato, il 1° marzo 2010 Eni ha ridefinito con la società americana Cameron LNG alcuni aspetti dell’accordo originario. Il contratto prevede che Eni abbia a disposizione un send-out giornaliero di 572.000 milioni di btu/g (circa 5,7 miliardi di metri cubi/anno) e uno stoccaggio dedicato pari a circa 160.000 metri cubi di GNL, elementi questi che consentiranno a Eni di disporre di una maggiore flessibilità nello sfruttare la stagionalità della domanda. Il progetto Brass di sviluppo delle riserve di gas Eni in Africa Occidentale destinate al terminale di Cameron è stato riprogrammato con start-up atteso nel 2017.

Pascagoula
Nell’ambito del progetto upstream per la realizzazione in Angola di un impianto di liquefazione da 5,2 milioni di tonnellate di GNL (equivalenti a circa 7,3 miliardi di metri cubi/anno) destinato al mercato nord americano, Eni ha sottoscritto con la società Gulf LNG un contratto della durata di vent’anni per l’acquisto di una quota pari a circa 5,8 miliardi di metri cubi/anno della capacità di rigassificazione del terminale di Pascagoula in Mississippi. Il terminale ha avviato le attività nel quarto trimestre 2011, mentre il progetto upstream in Angola di sviluppo delle riserve gas ad esso destinate non è ancora partito. Allo stesso tempo, Eni Usa Gas Marketing Llc ha sottoscritto un contratto ventennale di acquisto di circa 0,9 miliardi di metri cubi/anno di gas rigassificato a valle del terminale da Angola Supply Services, società controllata dagli stessi azionisti di Angola LNG.

Qatar
Tramite la controllata Distrigas, Eni ha ampliato le possibilità di sviluppo del business del GNL grazie all’accesso a nuove fonti di approvvigionamento, in particolare dal Qatar sulla base del contratto di lungo termine (20 anni) con RasGas (70% Qatar Petroleum, 30% ExxonMobil) e al terminale GNL di Zeebrugge sulla costa belga.

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