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Eni è presente in Kazakhstan dal 1992 dove è co-operatore del giacimento in produzione di Karachaganak e partecipa al consorzio North Caspian Sea PSA per lo sviluppo del giacimento Kashagan.

Kashagan

Eni partecipa con il 16,81% nel consorzio North Caspian Sea Production Sharing Agreement (NCSPSA) che regola i diritti di esplorazione, di sviluppo e di sfruttamento di un’area di circa 4.600 chilometri quadrati localizzata nella porzione settentrionale del Mar Caspio. In questa area contrattuale è localizzato il giacimento Kashagan, scoperto nel 2000 e considerato uno dei maggiori ritrovamenti di idrocarburi degli ultimi 35 anni.

Le operazioni di esplorazione, sviluppo e sfruttamento del giacimento di Kashagan, e delle altre scoperte effettuate nell’area contrattuale, sono condotte secondo un modello operativo che ripartisce tra i principali partner internazionali la responsabilità di esecuzione delle fasi di sviluppo del progetto Kashagan e riconosce al partner kazako un significativo ruolo nella gestione operativa. Le responsabilità dell’Operatore sono assegnate alla società North Caspian Operating Company (NCOC) BV, di proprietà dei sette partner del consorzio, che a sua volta ha delegato le attività di sviluppo, perforazione e produzione ai principali partner del Consorzio. In particolare, Eni è responsabile dell’esecuzione della Fase 1 (cosiddetta Experimental Program) e della parte onshore della successiva fase di sviluppo (Fase 2) del giacimento.

Il Consorzio è focalizzato sul completamento della Fase 1 e il conseguente avvio della produzione. A fine dicembre lo stato di avanzamento della Fase 1 è pari al 90%; in particolare, le tranches 1 e 2 propedeutiche all’avvio della produzione, risultano completate per circa il 98%. Il Consorzio persegue l’obiettivo, tecnicamente conseguibile, dell’avvio della produzione entro fine 2012 o nei primi mesi del 2013.

La Fase 1 dello sviluppo (Experimental Program) è in esecuzione con l’obiettivo di raggiungere una capacità produttiva iniziale di 150 mila barili/giorno che nel 2014, con l’avvio del secondo treno e degli impianti di compressione per la re-iniezione del gas in giacimento, raggiungerà 370 mila barili/giorno. La capacità produttiva della Fase 1 aumenterà fino a 450 mila barili/giorno con lo sviluppo di ulteriore capacità di compressione per la re-iniezione di gas la cui definizione è attualmente in corso; la presentazione del progetto alle Autorità è prevista nel 2012. Per la Fase 2 sono in corso studi di ottimizzazione dello schema di sviluppo che si prevede verranno completati nel corso del 2012.

Considerando gli ampi tempi di realizzazione del progetto ed il fatto che parte degli investimenti verrà sostenuta dopo l’avvio della produzione, Eni ritiene che l’impegno finanziario per lo sviluppo complessivo del giacimento di Kashagan non avrà impatti significativi sulla liquidità e sulla capacità di Eni di sostenere i futuri piani di investimento richiesti dal progetto. Gli investimenti delle fasi successive all’Experimental Program comprenderanno anche la realizzazione delle infrastrutture per l’esportazione della produzione incrementale del giacimento verso i mercati internazionali.

Prosegue l’impegno Eni nella tutela dell’ambiente e degli ecosistemi nell’area del Mar Caspio, con il completamento della prima fase del programma integrato per la gestione della biodiversità. Il progetto Eni relativo all’area del Delta dell’Ural (Ural River Park Project-URPP) è in fase conclusiva. L’obiettivo del progetto è di inserire il territorio nel programma Man and Biosphere dell’UNESCO, con il patrocinio del Ministro della Protezione Ambientale della Repubblica del Kazakhstan.

La tecnologia Eni-Extreme Lean Profile (x-lp™) è stata utilizzata nella perforazione dei pozzi di sviluppo consentendo di ridurre i costi e l’impatto ambientale della perforazione. Inoltre, in un pozzo di sviluppo è stata applicata per la prima volta un’innovativa valvola di sicurezza installata nel casing e realizzata in acciaio speciale per resistere a condizioni corrosive legate a fluidi di giacimento.

Karachaganak

Localizzato onshore nella parte occidentale del Paese, Karachaganak è un giacimento giant che produce petrolio, condensati e gas naturale con riserve recuperabili stimate in 5 miliardi di boe.

Le operazioni condotte dal consorzio Karachaganak Petroleum Operating (KPO) sono regolate da un Production Sharing Agreement della durata di 40 anni, fino al 2037. Eni e British Gas sono co-operatori con una quota del 32,5%.

Kazakhstan

Il 14 dicembre 2011 le Contractors Companies del Final Production Sharing Agreement (FPSA) di Karachaganak e le Autorità kazakhe hanno firmato un accordo vincolante con la Repubblica del Kazakhstan per la chiusura di tutti i contenziosi in corso e l’ingresso nel consorzio della Compagnia di Stato KazMunaiGaz (KMG). L’ingresso della KMG nel Consorzio si realizzerà attraverso la cessione pro-quota da parte delle società del Consorzio del 10% del progetto, per l’incasso netto di $1 miliardo ($325 milioni in quota Eni). Inoltre, l’accordo prevede il rilascio di capacità nell’oleodotto CPC da parte della KMG a beneficio del Consorzio per l’esportazione di greggio verso il Mar Nero (fino a 2 milioni di tonnellate all’anno di liquidi). L’accordo diverrà effettivo entro il 30 giugno 2012 al verificarsi di una serie di condizioni sospensive. Gli effetti economici e sugli entitlement di riserve e produzioni saranno rilevati nell’esercizio 2012 al perfezionarsi dell’operazione.

Produzione La produzione di Karachaganak nell’anno è stata di 239 mila barili/giorno di liquidi (64 mila in quota Eni) e 24 milioni di metri cubi/giorno di gas naturale (circa 7 milioni in quota Eni). L’attività operativa è condotta producendo liquidi (condensati e olio) dalle parti più profonde del campo e re-iniettando nelle parti superiori parte del gas associato prodotto. Circa l’85% della produzione di liquidi è stabilizzata presso il Karachaganak Processing Complex (KPC) della capacità di circa 240 mila barili/giorno per la successiva commercializzazione sui mercati occidentali attraverso il Caspian Pipeline Consortium (Eni 2%) e tramite la pipeline Atyrau-Samara che si connette con i sistemi di esportazione russi. La quota di liquidi non stabilizzati e la produzione di gas non re-iniettata sono commercializzati sul mercato locale russo presso il terminale di Orenburg.

Sviluppo È stata completata una quarta unità di trattamento che consente di aumentare i liquidi destinati all’esportazione attraverso il Caspian Pipeline Consortium.

È attualmente allo studio la Fase 3 di sviluppo del giacimento che si propone di ampliare lo sfruttamento del giacimento attraverso la realizzazione, in stadi successivi, di impianti di trattamento gas e di reiniezione per consentire di incrementare la vendita di gas e la produzione di liquidi. Sono in corso discussioni tecniche e commerciali per la definizione del programma di sviluppo da presentare all’Autorità kazakha. Sono in corso iniziative nell’ambito di progetti idrico-energetici a sostegno delle comunità locali. In particolare è stata completata la realizzazione del gasdotto Aksai-Uralsk ed è in programma la costruzione di: (i) facility per incrementare la disponibilità di acqua potabile nell’area di Berezovka; (ii) una rete elettrica collegata alla centrale di Uralsk da 54 MW.

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